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AI agenti pronti, il vero ostacolo è l’accesso ai dati: guida per le PMI

L’83% delle organizzazioni deve upgradeare l’infrastruttura per supportare AI agenti; scopri come il nuovo Agentic Data Cloud di Google Cloud garantisce data readiness e scalabilità.

Composizione di server, nuvole e flussi di dati in stile tech magazine

Negli ultimi mesi Google Cloud ha pubblicato il report “State of AI Infrastructure”, evidenziando che l’83% delle organizzazioni ha bisogno di upgradeare l’infrastruttura per supportare AI agenti in produzione.

Composizione di server, nuvole e flussi di dati in stile tech magazine

I carichi di lavoro degli agenti AI operano a velocità non lineare, richiedendo accesso rapido a dati contestuali, storage ad alta disponibilità e rete a bassa latenza. Senza una base dati unificata e ottimizzata, le aziende rischiano colli di bottiglia, costi imprevisti e perdita di competitività.

Google Cloud ha risposto con l’Agentic Data Cloud, un’architettura AI‑native che collega dati, modelli e database operativi in un unico System of Action. La piattaforma è costruita su infrastrutture flessibili, con supporto a BigQuery, Spanner e open standard come Apache Spark e Iceberg.

I vantaggi principali includono:

  • Riduzione della complessità operativa, grazie a meno hops di rete e integrazione nativa dei tool.
  • Maggiore affidabilità e uptime, con scaling automatico e failover cross‑region.
  • Accesso in tempo reale a contesto di business, tramite Knowledge Catalog e cataloghi di dati.
  • Maggiore sicurezza, con controlli di token, policy e audit integrati.

Per le PMI è consigliabile valutare subito l’attuale infrastruttura, identificare i gap e pianificare un upgrade verso un modello AI‑ready, sfruttando le risorse cloud e le best practice di Google Cloud.

Come afferma il report, 'il vero ostacolo non è la potenza dei modelli, ma la capacità di alimentarli con dati affidabili e contestualizzati'.

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