Una nuova campagna di phishing, diffusa tramite WhatsApp, sfrutta documenti di business falsificati per installare malware su computer Windows. Gli aggressori inviano messaggi a utenti in diversi paesi, facendo credere che si tratti di documenti ufficiali di aziende o partner commerciali. Una volta aperto il file, il malware si installa in background, consentendo agli hacker di ottenere il controllo remoto del sistema.

Il malware distribuito è stato identificato come una variante di trojan che sfrutta vulnerabilità di Windows per bypassare le protezioni di sicurezza. La campagna è mirata soprattutto a piccole e medie imprese (PMI) e a Managed Service Provider (MSP), che spesso gestiscono più client con credenziali condivise.
Come riconoscere i messaggi sospetti
- Verifica l’autenticità del mittente: controlla l’ID e il numero di telefono associato al profilo.
- Non aprire allegati da mittenti non verificati, anche se sembrano provenire da partner commerciali.
- Controlla l’estensione del file: documenti di Office reali hanno estensioni come .docx, .xlsx, .pptx.
- Usa un antivirus aggiornato e un sistema di sandboxing per analizzare gli allegati prima di aprirli.
Misure preventive per PMI e MSP
- Implementa una policy di sicurezza che obblighi la verifica dell’identità del mittente prima di aprire allegati.
- Utilizza soluzioni di email filtering che blocchino allegati potenzialmente dannosi.
- Formazione continua: organizza sessioni di sensibilizzazione sul phishing per i dipendenti.
- Backup regolari: mantieni copie di backup offline per poter ripristinare rapidamente in caso di infezione.
- Monitoraggio delle attività di rete: rileva comportamenti anomali che potrebbero indicare un’infezione.
Per le aziende che offrono servizi di gestione IT, è fondamentale includere queste pratiche nei propri SLA e garantire che i clienti siano informati sui rischi e sulle misure di mitigazione.