Microsoft ha evidenziato una nuova minaccia chiamata poisoning del MCP, in cui gli aggressori manipolano le descrizioni degli strumenti (MCP) utilizzati dagli agenti AI per farli eseguire azioni non autorizzate e compromettere dati sensibili.

Questo attacco trasforma gli agenti AI, precedentemente affidabili, in una piattaforma di controllo per esfiltrare o alterare informazioni, rendendo cruciale per i consulenti IT e i MSP adottare controlli di sicurezza proattivi.
Le contromisure includono la verifica delle firme degli strumenti, il monitoraggio delle chiamate API anomale, l’implementazione di politiche di deny‑by‑default in Cloud IAM e l’uso di sandbox per testare gli exploit prima che raggiungano l’ambiente di produzione.
Adottare queste pratiche permette di ridurre il rischio di perdita dati, garantire la continuità del servizio e proteggere la reputazione dei clienti, elementi fondamentali per i provider di servizi gestiti.